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Stagione 2013 - Serale
dal 3 al 20 settembre ore 21.00

Riccardo III nostro incubo contemporaneo

Regia di Marco Carniti

Riccardo III nostro incubo contemporaneo 

Affrontare Riccardo III di Shakespeare è come entrare in un intricato labirinto di relazioni chepassano dal politico al personale e che come spettatore ti lasciano completamente stordito e ancheun po' perduto. È l'indagine giovanile dell'homo politicus Shakespeare che ripercorre impietosamentele tappe storiche di un periodo particolarmente sanguinoso e corrotto dell'aristocrazia inglese edella sua feroce lotta per il potere.Non è però l'intricato gioco...
Riccardo III nostro incubo contemporaneo 

Affrontare Riccardo III di Shakespeare è come entrare in un intricato labirinto di relazioni chepassano dal politico al personale e che come spettatore ti lasciano completamente stordito e ancheun po' perduto. È l'indagine giovanile dell'homo politicus Shakespeare che ripercorre impietosamentele tappe storiche di un periodo particolarmente sanguinoso e corrotto dell'aristocrazia inglese edella sua feroce lotta per il potere.Non è però l'intricato gioco politico a catalizzare totalmente la nostra attenzione ma bensì gliinnumerevoli ed efferati crimini sanguinari del protagonista assoluto dell'opera, Riccardo,compiuti metodicamente e con una ripetizione quasi al limite della monotonia svelando al mondoun'anima di spietata disumanità che può solo cercare di appagare la sua sete di potere, come in unciclico gioco al massacro nel quale sono tutti coinvolti.Riccardo III è un personaggio assoluto, da tragedia greca, che mette completamente in giocol'anima per raggiungere i suoi obiettivi, come un Don Giovanni che ha già venduto la sua anima aldiavolo e che ora ne vuole assumere addirittura le forme.Riccardo III è sicuramente tra i personaggi più negativi del teatro shakespeariano anche se il suo èil riflesso del negativo che lo circonda Infatti gioca con ironia sarcastica con se stesso e con ildestino degli altri come un attore sul palcoscenico del mondo che mette la sua esistenza sempre allimite dell'umano, camminando come sulla lama di un coltello e sempre in equilibrio tra la vita e lamorte. In un rituale macabro da roulette russa.Il grande gioco del potere al servizio dell'uomo produce solo mostri.Ed è qui che Shakespeare rivela il genio contemporaneo. Costruisce un personaggio che specchiacontinuamente se stesso riflettendo l'immagine del marcio nascosto nell'essere umano, dietro leapparenze, e che rappresenta la deformità congenita nell'uomo. Che è di tutti, nessuno escluso.Riccardo III è un uomo che indaga continuamente su se stesso in un dialogo aperto con il pubblicocon il quale gioca con l'ironia del grande mattatore divertendosi a scoprire continuamente le cartedel suo progetto di sterminio e paradossalmente nessuno tenta di fermarlo. Dove il potere e l'usodella parola è assoluto, tanto da farlo essere il personaggio con più versi mai scritti per altripersonaggi shakespeariani. Un uso del linguaggio che ci riporta drammaticamente a unariflessione sui meccanismi della dittatura e dei fondamentalismi e che ci riconduce facilmente allanostra contemporaneità.Riccardo III è la tragedia di un uomo che non vuole essere annullato. Tanto meno per colpa dellasua diversità. Quella deformità che l'autore ha voluto aggiungere al personaggio teatrale (perchéricordiamo che il Riccardo storico non aveva nessuna deformità) fa partire la sua storia da unafragilità acquisita involontariamente, che ha determinato tutto il periodo della sua crescita, quasicome una pena da scontare in vita che esplode in reazioni di violento furore e di un ferocedesiderio di autoaffermazione.Un dramma interiore dell'uomo che combatte il suo isolamento e la sua emarginazione e checontinuamente si confronta con la propria fragilità.Unica via di uscita alla depressione e all'annullamento è avere il potere assoluto.Riccardo III è la tragedia della psiche, anche in senso contemporaneo, come nella visionepsicanalitica della pittura di Francis Bacon. Un lungo eterno incubo di Riccardo che coinvolge elega tutti i personaggi della tragedia ora spettri della realtà ora spettri della mente. Perché l'essereumano così schiavo delle sue azioni non può sottrarsi da se stesso e quindi è condannato a vivereuna vita di incubi popolati da spettri della coscienza.Vedo questo spettacolo come un incontro psichiatrico con il “mostro” che è in tutti noi.Uno spettacolo che permetta allo spettatore di entrare nella mente del protagonista per seguirlonella sua follia omicida. Come attraverso un obiettivo fotografico, limito lo spazio ad un’unicapasserella rossa sospesa e sorretta da corde e catene, come un astratto ponte levatoio, un luogomentale di analisi, una linea che spezza, un trampolino sulla vita, una strada a senso unico che conun movimento perpetuo, proietta Riccardo e le sue vittime dalla propria immagine riflessa acompiere il salto nel vuoto. 
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Cast

Lady Anna:
Federica Bern
Conte di Richmond:
Marco Bonadei
Duca di Clarence:
Tommaso Cardarelli
Lord Hastings:
Patrizio Cigliano
Margherita, figlia di Clarence:
Benedetta Cigliano
Lord Stanley:
Massimo Cimaglia
Elisabetta, moglie di Re Edoardo:
Sandra Collodel
Re Edoardo:
Nicola D’eramo
Cittadino:
Pasquale Di Filippo
Riccardo III, Duca di Gloucester:
Maurizio Donadoni
Duca di Buckingham:
Gianluigi Fogacci
Margherita d’Anjou:
Melania Giglio
Duca di York:
Gabriele Granito
Conte di Rivers:
Raffaele Latagliata
Principe Eduard:
Sebastian Morosini
Duchessa di York:
Paila Pavese
Sir William Catesby:
Emanuele Salce
Sir Brackenbury:
Alessio Sardelli

 

Regia:
Marco Carniti
Traduzione e adattamento:
Marco Carniti
Musiche:
David Barittoni
Costumi:
Maria Filippi
Disegno luci:
Umile Vainieri
Disegno audio:
Franco Patimo
Aiuto regia:
Adamo Lorenzetti
Scene:
Fabiana Di Marco
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