Stagione 2022 - Serale
Dal 28 Settembre al 9 Ottobre (dal mercoledì al venerdì ore 21, sabato e domenica ore 18)

La tragedia di Othello il Moro di Venezia

di William Shakespeare

(spettacolo in lingua)

Regia di Chris Pickles

Produzione:

Politeama s.r.l. in coproduzione con The Bedouin Shakespeare Company
Iago:
...L’uomo dovrebbe essere quel che sembra,
Otello:
Certo, l’uomo dovrebbe essere quel che sembra.
E chi non lo è, neppure dovrebbe sembrarlo.

Col dare il titolo alla sua opera, Shakespeare invia al pubblico un messaggio contrastante. Da un lato, Venezia nel 1600 viene considerata il centro della raffinatezza europea. Dall'altro, descrivere Otello come un Moro dalla pelle nera, rimanda all'ignoto dell'Oriente maomettano e del Nord Africa. Lo stesso nome italianeggiante di Otello ha un sapore ...
Iago:
...L’uomo dovrebbe essere quel che sembra,
Otello:
Certo, l’uomo dovrebbe essere quel che sembra.
E chi non lo è, neppure dovrebbe sembrarlo.

Col dare il titolo alla sua opera, Shakespeare invia al pubblico un messaggio contrastante. Da un lato, Venezia nel 1600 viene considerata il centro della raffinatezza europea. Dall'altro, descrivere Otello come un Moro dalla pelle nera, rimanda all'ignoto dell'Oriente maomettano e del Nord Africa. Lo stesso nome italianeggiante di Otello ha un sapore esotico di origine ebraica che significa "egli ha il suono di Dio". Per il pubblico di Shakespeare è sconosciuto e distante.

Tratto da un lineare racconto di G. Cinzio, Shakespeare vi introduce le sabbie mobili delle aspettative ribaltate. Ciò che sembra. Va ricordato che nel 1600 la superficiale raffinatezza di Venezia nasconde un fetido acquitrino di infedeltà e immoralità. Si dice che ogni moglie di Venezia del’epoca, con la connivenza del marito, sia anche una prostituta. La maggior parte degli uomini d'affari (veneziani e non) che girano per Rialto sono anche turisti del sesso.

Cosa suggerisce questo ambiente a Otello su Desdemona? Lei è ciò che sembra, la sua moglie pura e fedele? Dopotutto è scappata di casa e lo ha sposato in segreto, sapendo che suo padre avrebbe disapprovato. Di certo non è lo stereotipo della figlia obbediente. È forte. Può difendersi da sola. È capace di battute impertinenti con Iago e sua moglie Emilia. Possiede i costumi corrotti di Venezia"Lei che così giovane finse così bene”?

Otello è quello che sembra? Nel 1600 la gente cosa potrebbe pensare che sia? Uno strano esotico. Un estraneo. È diverso. È un Moro, quindi la maggior parte del pubblico prevenuto e ignorante nel 1600 lo riterrebbe litigioso, incomprensibile, focoso, brutale, incivile, non cristiano e ottuso. Potrebbero persino considerarlo satanico o in contatto con gli spiriti maligni. Contrariamente alle aspettative, a quanto pare, Otello non sembra essere niente di tutto questo. È un soldato e un generale di grande successo; il comandante dell'esercito di Venezia. È sensibile. È cristiano. Afferma di essere un oratore scadente eppure il suo linguaggio è colorato, vigoroso ed esotico, commovente e fortemente sensibile. La sua lingua è tra le più toccanti del canone shakespeariano. Ci aspettiamo che sia un uomo di mondo di successo, cinico, intelligente, eppure la sua semplice vita militare lo ha reso aperto, simile a un bambino, diretto, schietto e credulone. "Il Moro è d’indole franca e leale, ritiene onesto chiunque tale appaia".

E poi c’è Iago, il burattinaio. Sembra essere leale, coraggioso e onesto, ma in realtà è malvagio, amareggiato, geloso, crudele e vendicativo. Non è quello che dovrebbe essere un fedele guardiamarina. Ma questa volta Shakespeare aggiunge la trovata che, a differenza di tutti gli altri personaggi, noi spettatori sappiamo qual è la vera natura di Iago...”ma solo in apparenza, per i miei fini particolari. Io non sono quel che sono”.

                                                                                                                                                                                  Chris Pickles

Globe Talks
Per saperne di più su…
In collaborazione con L'Università Roma Tre a cura di Maddalena Pennacchia
1 Ottobre ore 16.30
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Regia:
Chris Pickles
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